La Foresta Amazzonica (o Amazzonia)

La foresta amazzonica, nota anche con il nome di Amazzonia o giungla amazzonica, è una foresta equatoriale situata nel bacino amazzonico in Sud America. Con una superficie di 5,5 milioni di km², ovvero circa dieci volte più della Francia, è la foresta più grande del mondo. La foresta amazzonica copre nove paesi, principalmente il Brasile: quasi i due terzi della sua superficie totale sono in Brasile (63%); il terzo rimanente è condiviso da Perù (13%), Colombia (10%) e, in misura minore, Ecuador, Venezuela, Suriname, Guyana, Bolivia e Guiana francese.

Composta da circa 390 miliardi di alberi e 16.000 specie diverse, la foresta amazzonica è il più grande contenitore di biodiversità nel mondo. Ci sono quasi 60 volte più alberi adulti nella foresta amazzonica che esseri umani in tutto il pianeta.

Questo immenso territorio è minacciato dalla deforestazione: dal 1970, circa il 18% della foresta originaria è scomparso a causa della deforestazione e delle attività umane. Per preservare questo ecosistema, varie parti della foresta amazzonica sono protette e 3 di esse sono incluse nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Per approfondire, leggi: La deforestazione in Amazzonia
Area in cui si estende la Foresta Amazzonica
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Animali dell'Amazzonia: la Fauna

La Foresta Amazzonica è la patria di circa 2,5 milioni di specie di insetti, decine di migliaia di piante e circa 2.000 uccelli e mammiferi. Fino ad oggi, almeno 2.200 pesci, 1.294 uccelli, 427 mammiferi, 428 di anfibi e 378 rettili sono stati scientificamente classificati nell’Amazzonia. Una specie su cinque di uccelli di tutto il mondo vive nelle foreste pluviali dell’Amazzonia, e una su cinque delle specie ittiche vivono nei fiumi e nei torrenti amazzonici. Gli scienziati hanno classificato tra 96,660 e 128,843 specie di invertebrati solo in Brasile. 

Una specie su dieci di animali conosciuti in tutto il mondo vive nella Foresta Amazzonica. Questo fa dell’Amazzonia la più grande collezione di specie animali che vivono nel mondo. Purtroppo, però, a causa dei continui disboscamenti, la fauna di questo meraviglioso luogo è in serio pericolo e molte specie animali sono a rischio estinzione.


Uccelli

Nella foresta amazzonica vivono numerosissime specie di uccelli, soprattutto di pappagalli, rapaci, colibrì, tucani e passeri.

I pappagalli più conosciuti sono senz'altro le are, come ad esempio l'ara ali blu. Le are hanno un piumaggio estremamente variopinto, con colori che variano tra il verde, il giallo, il blu e il rosso, a seconda anche delle specie di ara.

Un'ara ali blu.
Sono uccelli di dimensioni attorno ai 50 cm, hanno un becco curvo e lunghe ali strette. Si nutrono principalmente di semi e frutti.
Sono uccelli molto diffusi anche in cattività.

Anche i pappagalli del genere Amazona sono molto diffusi nella foresta amazzonica, in genere tutti dalla caratteristica colorazione verde del piumaggio. Un esempio di pappagalli di questo genere è l'amazzone ali arancio.

Anche i tucani sono uccelli che vivono nella foresta amazzonica: la specie più diffusa e per questo anche la più conosciuta è il tucano toco, dal piumaggio nero, la gola bianca e il lungo becco arancione con una macchia nera sulla punta. Il becco potrebbe sembrare estremamente pesante; in realtà è molto leggero perché è cavo all'interno.

Una specie di tucano molto singolare è l'aracari verde, con il suo becco variopinto e il piumaggio verde sul ventre.

Il tucano mangia principalmente frutti, bacche e semi che afferra con il suo becco e ingoia rovesciando la testa all'indietro. Occasionalmente, mangia anche insetti.

Nella foresta amazzonica vivono numerose specie di rapaci sia diurni che notturni. Tra quelli diurni la più nota è sicuramente l'aquila arpia, che non ha sottospecie ed è il rapace più potente di tutti.

Un'aquila arpia.
L'aquila arpia è un superpredatore dalla vista molto acuta e dagli attacchi rapidi e agili, si ciba di volatili, rettili e persino mammiferi come le scimmie e i cuccioli di cervo. Sceglie spesso prede di grandi dimensioni poiché caccia solo un paio di volte a settimana.

Uno dei rapaci notturni più famosi, invece, è senz'altro il gufo dagli occhiali: il nome deriva dall'inconfondibile disegno bianco attorno agli occhi. Anche il corpo è bianco, come anche il becco, mentre la testa è nera e rotonda. Il piumaggio è molto folto.

E' un uccello nottambulo, che riposa tra le foglie durante il giorno e caccia di notte. Si ciba di grossi insetti, rane, uccelli, pipistrelli, piccoli mammiferi.

Anche i colibrì vivono in Amazzonia. Sono uccelli di minuscole dimensioni, dai colori vivaci, noti per la loro capacità di rimanere sospesi in aria grazie al loro rapidissimo battito d'ali, dal rumore simile a quello di un insetto. Alcuni di essi hanno il becco lunghissimo, come ad esempio il colibrì becco a spada.

Una specie di colibrì molto variopinta è senz'altro il colibrì rubino-topazio: come suggerisce il nome, i suoi colori più sgargianti sono il rosso e il giallo.

Vivono in Amazzonia anche numerose specie di passeri, uccelli di dimensioni solitamente piccole, che si nutrono di insetti e di semi. Alcuni di questi hanno dei colori molto vivaci, come ad esempio il galletto di roccia peruviano, il cui maschio ha la testa di un rosso molto sgargiante.

Un maschio di galletto di roccia peruviano.
Anche i pellicani sono uccelli molto diffusi in Amazzonia. Il più diffuso è la garzetta nivea

Le anatre, invece, sono uccelli poco diffusi nella foresta amazzonica, poiché ne esistono solo poche specie in questa zona. Una di esse è l'alzavola brasiliana.

Anche se in quantità minori rispetto agli altri tipi di uccelli succitati, in Amazzonia esistono anche fenicotteri, cuculi e podargi.

Rettili

In Amazzonia esistono numerosissime specie di rettili. Tra di essi, ovviamente, diffusissimi sono i serpenti, specialmente i boa. Tra questi ultimi, il più famoso è senz'altro il boa costrittore, noto per la sua capacità di stritolare le prede e che può arrivare a misurare fino a quattro metri di lunghezza. Un'altra specie è il boa smeraldino, con la sua sgargiante colorazione verde.

Altri rettili che vivono in Amazzonia sono le iguane: la più nota è l'iguana verde, che è molto diffusa anche in cattività e che, al contrario di quanto il nome possa suggerire, può avere diverse colorazioni (verde, rosa, blu o arancione).

Anche le tartarughe sono piuttosto diffuse. Tra di esse, si può citare la testuggine dalle zampe gialle, una tartaruga di terra di grandi dimensioni. Una tartaruga molto singolare per il suo insolito aspetto, invece, è senz'altro la mata mata: si tratta di una tartaruga d'acqua dolce che con il suo buffo guscio piatto riesce a confondersi molto bene con l'ambiente che lo circonda.

Una tartaruga mata mata.
Anfibi

Altri animali molto diffusi sono senz'altro gli anfibi. Di questi, molti sono velenosissimi e riconoscibili grazie al loro aposematismo, cioè una colorazione molto accesa che avverte il predatore della velenosità della preda. Di questi, la rana dorata è considerata l'anfibio più velenoso al mondo, tanto da essere nota anche col nome di rana freccia per l'utilizzo del suo veleno sulle frecce avvelenate dei popoli indigeni.
Due rane freccia.

Esistono anche rane di dimensioni minuscole: la rana goccia d'oro arriva a misurare al massimo due centimetri. Anfibi di aspetto piuttosto buffo, invece, sono senz'altro il rospo del Suriname e la rana pac-man. Quest'ultima, oltre ad avere un aspetto piuttosto raccapricciante, è anche voracissima e si nutre praticamente di qualsiasi cosa incontri davanti a sé.

Mammiferi

I mammiferi più diffusi nella foresta amazzonica sono le scimmie e i felini.

Tra le scimmie, sicuramente la specie più famosa è la scimmia urlatrice, di cui esistono numerose sottospecie. La scimmia urlatrice è nota per il suo caratteristico richiamo che le dà il nome; ha la coda prensile e, a differenza di delle altre scimmie americane, ha una visione identica a quella dell'uomo.

Una scimmia urlatrice.
Una specie di scimmia che desta molta curiosità e tenerezza, invece, è il marmoset pigmeo: esso misura al massimo quindici centimetri (coda esclusa) e, per le sue ridotte dimensioni e la sua docilità, è spesso vittima di traffici di animali esotici.

Tra i mammiferi più celebri dell'Amazzonia, ci sono senz'altro i felini, di cui esistono ben sette specie diverse, ognuno con delle proprie caratteristiche peculiari:

  1. Giaguaro, sicuramente il più conosciuto: è uno dei cinque "grandi felini" assieme alla tigre, al leone, al leopardo e al leopardo delle nevi, tutti felini che non vivono in Amazzonia;
  2. Puma, conosciuto anche come coguaro: somiglia ad un leopardo senza macchie, vive solitario ed è abbastanza difficile da avvistare;
  3. Colocolo, detto anche gatto delle Pampas: è un felino di cui ancora oggi vi sono dibattiti scientifici riguardo la sua appartenenza ad una sola specie separata o a tre specie diverse. E' un felino prossimo alla minaccia;
  4. Ocelot, detto anche gattopardo americano: vive in diversi habitat e, come il puma, è un ottimo scalatore. Per la sua pelliccia era vittima di bracconaggio, ma ora la sua specie è protetta;
  5. Margay, detto anche gatto di Wied: si tratta di un felino di piccole dimensioni e molto simile all'ocelot. Sta vivendo un forte declino del numero di esemplari a causa delle continue deforestazioni;
  6. Oncilla, chiamata anche tigrillo: è un parente stretto dell'ocelot e del margay, è piccolo e snello; anch'esso vulnerabile a causa dei disboscamenti e del bracconaggio;
  7. Yaguarondi: è un felino di medie dimensioni, il suo mantello può essere di colore grigio o rosso. Ha subìto un forte declino a causa della perdita degli habitat.
Un giaguaro.
Altre specie di mammiferi che si nutrono di carne sono l'orso dagli occhiali e il tayra, un animale onnivoro molto simile ad una donnola.

Tra gli altri mammiferi esistenti in Amazzonia, vi sono anche numerose specie di artiodattili, un ordine di mammiferi che comprende cervi, bovini, ovini e suini. Tra i cervi, ad esempio, c'è il mazama rosso, si cui esistono numerose sottospecie ed è molto cacciato per la sua carne. Tra i suini, invece, ci sono alcune specie di pecari.

Nel Rio delle Amazzoni vivono due specie di mammiferi di fiume: una di esse è il famosissimo lamantino delle Amazzoniendemico di questi luoghi e molto minacciato dalla caccia intensiva, attuata per produrre pelli di qualità. Nel Rio delle Amazzoni si possono trovare occasionalmente anche alcuni delfini d'acqua dolce.

Un lamantino delle Amazzoni.
Nella foresta amazzonica vivono anche tutte le specie di formichieri esistenti, che si nutrono quasi esclusivamente di piccoli insetti (principalmente, formiche e termiti) e che differiscono tra loro per dimensioni. Un esempio può essere dato dal formichiere gigantedal tamandua settentrionale e dal formichiere nano: il primo è il più grande dei formichieri, il secondo è di medie dimensioni e il terzo è il più piccolo tra tutti i formichieri.

Anche tutte le sei specie di bradipi esistenti vivono in Amazzonia: essi sono noti per la loro lentezza nel muoversi. Dato che sprecano pochissime energie, mangiano altrettanto poco. Nella foresta amazzonica vivono anche tre specie su quattro di tapiri.

Tra i roditori che popolano questo luogo, il più celebre è il capibara, poiché è il roditore più grande al mondo. Molte sono le specie di roditori che abitano in Amazzonia; non si può dire lo stesso degli armadilli, poiché non amano le zone di foresta e perciò sono rari da avvistare in queste zone. I pipistrelli, invece, sono certamente più diffusi: il più noto è il pipistrello vampiro, il cui nome completo è "vero vampiro di Azara".

Pesci

Nel bacino amazzonico, ossia nel Rio delle Amazzoni e tutti i suoi affluenti, vivono numerosissime specie di pesci. Di questi, poche sono le specie di pesci cartilaginei: quasi tutti i pesci amazzonici sono pesci ossei. Uno tra i più noti è sicuramente il pesce disco, dal corpo rotondo e schiacciato ai lati; può avere diversi colori ed è molto apprezzato in acquariofilia.

Un pesce disco.
Un pesce selvatico che spesso viene confuso con il piranha è il pesce tambaqui che, al contrario del primo, si nutre di insetti, frutti e semi. E' un pesce commestibile e perciò viene anche allevato.


LEGGI ANCHE: IL BACINO AMAZZONICO

Insetti e aracnidi

La foresta amazzonica accoglie moltissime specie di insetti, tra cui lepidotteri, api, vespeformiche, coleotteri, mosche e infine, zanzare di cui alcune specie trasmettono malattie esotiche come la malaria.

Una farfalla monarca.
Tra i lepidotteri, di cui fanno parte le farfalle e le falene, alcuni dei più noti sono:
  • il morfo blu, una grande farfalla di un colore azzurro molto sgargiante;
  • la farfalla monarca, molto famosa in America per le sue lunghissime migrazioni;
  • la farfalla ali di vetro, con le sue caratteristiche ali trasparenti, che le permettono una maggior capacità di sfuggire ai predatori.
Tra gli aracnidi, il ragno più famoso è senz'altro la tarantola Golia, che caccia persino topi e piccoli uccelli. Il ragno più velenoso al mondo, invece, è il ragno delle banane, e vive proprio in Amazzonia.

Fonte: Fauna della Foresta amazzonica - Wikipedia
Foto:
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La deforestazione in Amazzonia

La deforestazione della foresta amazzonica ha subìto una forte crescita tra il 1991 e il 2004, raggiungendo un tasso di perdita forestale annua di 27,423 km² nel 2004. Anche se il tasso di deforestazione ha avuto un rallentamento a partire dal 2004 (con re-accelerazioni nel 2008 e 2013), la superficie forestale rimanente continua a diminuire.

La foresta amazzonica rappresenta oltre la metà delle foreste pluviali rimanenti nel pianeta, e costituisce il tratto di foresta pluviale tropicale più grande e più ricco di biodiversità nel mondo. Il 60% della foresta è contenuto in Brasile, seguita dal Perù con il 13%, la Colombia con il 10%, e con quantità minori in Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana Francese.
Il settore dell'allevamento nell'Amazzonia brasiliana, incentivato dalle produzioni internazionali di carni bovine e di cuoio, è stato responsabile di circa l'80% di tutta la deforestazione nella regione, e di circa il 14% della deforestazione annua totale nel mondo, ed è la maggiore causa mondiale di deforestazione. Nel 1995, il 70% delle terre precedentemente sotto forma di foreste in Amazzonia, e il 91% dei terreni disboscati dal 1970, è stato convertito in allevamento del bestiame. Gran parte delle deforestazione rimanenti nell'Amazzonia è stata opera da parte degli agricoltori per ottenere terreni per l'agricoltura di sussistenza su piccola scala o per la produzione meccanizzata di soia, palma e altre colture.
Deforestazione in Brasile - Foto della NASA
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Il Rio delle Amazzoni

Il Rio delle Amazzoni è un fiume del Sud America. La sua portata media alla foce di 209 000 m3⋅s-1 è di gran lunga la più alta di tutti i fiumi del pianeta ed è equivalente al volume complessivo di sei fiumi che lo seguono immediatamente in ordine di portata. Con i suoi 6437 km, è il fiume più lungo della Terra dopo il Nilo. Il Rio delle Amazzoni è anche il fiume più grande per l'immensità del suo bacino. Drena una superficie di 6,112,000 km² (escluso il fiume Tocantins) o il 40% del Sud America, l'equivalente di una volta e mezzo la zona dell'Unione europea (il fiume Congo secondo fiume per la superficie del suo bacino, ha raggiunto solo i 3,8 milioni di chilometri quadrati).


Il bacino si estende da 5° di latitudine nord a 20° sud. Il fiume ha la sua sorgente nelle Ande, attraversa Perù, Colombia e Brasile, e sfocia nell'Oceano Atlantico all'equatore. La sua rete idrografica comprende oltre 1.000 corsi d'acqua. Il Rio delle Amazzoni da solo forma il 18% del volume totale di acqua dolce che confluisce negli oceani di tutto mondo. I suoi due affluenti principali, il Madeira e il Rio Negro, fanno essi stessi parte dei 10 più grandi fiumi del mondo per la loro portata (rispettivamente di 32 000 e 29 300 m3⋅s-1) e il terzo (Rio Japurá, 18 600 m3⋅s-1) è rivale del Mississippi.
Fonte e altopiani
La fonte più lontana del Rio delle Amazzoni nelle Ande peruviane è stata fermamente stabilita solo di recente. Si tratta di un corso d'acqua situato nella regione di Arequipa su una sommità di 5507 metri, il Nevado Mismi, circa 160 km a ovest del Lago Titicaca e circa 650 km a sud-est di Lima. Questa montagna fu suggerita per la prima volta come la vera origine del Rio delle Amazzoni nel 1971, ma non è stata confermata come tale fino al 2001.
Il Rio delle Amazzoni.
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Gli Indios dell'Amazzonia: popolazioni indigene

In Amazzonia vivono numerosissime tribù di indigeni, ma molto probabilmente non fu mai abitata prima del 3000 A.C. Oggi, gli indios amazzonici mantengono molte delle loro tradizioni centenarie e dei loro costumi, ma il loro habitat è seriamente minacciato dalla deforestazione e dallo sfruttamento del suolo.



Interazioni tra i diversi gruppi

Ogni gruppo linguistico tende a condividere alcune caratteristiche relative alla tipologia del territorio che occupano, del modo di produzione e del tipo di materialismo culturale. Ad esempio, praticamente tutti i gruppi etnici delle famiglie Arawak, Cariban e Tupi occupano aree di foresta pluviale tropicale, utilizzano ampiamente l'agricoltura e costruiscono canoe, amache e ceramiche. D'altra parte, i gruppi etnici Yê di solito vivono nelle praterie, hanno poca agricoltura e non costruiscono canoe, amache o ceramiche. Tuttavia, essi hanno una organizzazione sociale più complessa. Sparsi tra i villaggi agricoli, nel cuore della giungla, vivono cacciatori-raccoglitori che appartengono a famiglie linguistiche minori, come le famiglie Nadahup, Pirahã e Guajiboan, più o meno i discendenti diretti dei primi cacciatori-raccoglitori.

Alcuni gruppi, in particolare quelli che si basano sull'agricoltura, sono particolarmente aggressivi e inclini ad attaccare i loro vicini. Tuttavia, esistono relazioni simbiotiche tra diversi gruppi: ad esempio i Tucanoans, che si basano sull'agricoltura, commerciano con i Nadahup, che sono cacciatori-raccoglitori. Questi ultimi forniscono carne animale dalla selva e veleno ottenuto da pesce, e in cambio ricevono farina di tapioca dalle piantagioni Tucanoan, così come la ceramica. Così, i Nadahup sono considerati "inferiori" dai Tucanoans e non sono considerati nel matrimonio interetnico come i Tucanoans fanno con altri gruppi etnici.



Una bambina della tribù Terena.
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La Foresta Atlantica

La Foresta Atlantica (portoghese: Mata Atlântica) è un bioma terrestre e una regione che si estende lungo la costa atlantica del Brasile da Rio Grande do Norte a Rio Grande do Sul e verso l'interno in Paraguay ed nella provincia di Misiones in Argentina, dove la regione è conosciuta come Selva Misionera.


La Foresta Atlantica ha ecoregioni all'interno delle seguenti categorie: foreste tropicali e subtropicali umide di latifoglie, foreste tropicali e subtropicali secche di latifoglie, praterie tropicali e subtropicali, savane, terre a vegetazione arbustiva, foreste di mangrovie. La foresta atlantica è caratterizzata da una elevata diversità di specie e di endemismo.

E' stato il primo ambiente che i colonizzatori portoghesi hanno incontrato più di 500 anni fa. Oltre l'85% della superficie originale è stata disboscata, minacciando molte piante e animali in via di estinzione.


Cartina della Foresta Atlantica.
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La Foresta Tropicale (o Foresta Equatoriale)

Le foreste pluviali tropicali, o foreste equatoriali, si trovano in zone di clima tropicale in cui non c'è stagione secca - tutti i mesi hanno una precipitazione media di almeno 60 mm. Raramente si estendono più di 10 gradi a nord o a sud dell'equatore. All'interno della classificazione del World Wildlife Fund, le foreste pluviali tropicali sono un tipo di foresta tropicale umida a latifoglie (o foresta umida tropicale) che comprende anche le foreste tropicali stagionali.



La foresta tropicale può essere descritta in due parole: caldo e umido. Le temperature medie mensili sono superiori a 18° C durante tutti i mesi dell'anno. Le precipitazioni medie annue non sono inferiori ai 168 cm e possono superare i 1.000 cm, anche se sono in genere tra 175 e 200 cm. Questo elevato livello di precipitazioni si traduce spesso in terreni poveri a causa della lisciviazione dei nutrienti solubili nel terreno.

La foresta equatoriale presenta elevati livelli di biodiversità. Dal 40% al 75% di tutte le specie biotiche sono native delle foreste pluviali. Le foreste pluviali sono l'habitat della metà di tutte specie animali e vegetali viventi nel pianeta. Due terzi di tutte le piante da fiore possono essere trovati nelle foreste pluviali. 



Leggi anche: La foresta pluviale

Veduta della Foresta Amazzonica in Brasile.
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Il Bacino Amazzonico

Il bacino amazzonico è la parte del Sud America bagnata dal Rio delle Amazzoni e dai suoi affluenti. Il bacino delle Amazzoni si estende su una superficie di circa 7.500.000 km quadrati, circa il 40 per cento del continente sudamericano. Si trova in Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela. 



La maggior parte del bacino è coperto dalla foresta amazzonica, nota anche come Amazzonia. Con 5.500.000 km quadrati di fitta foresta tropicale, questa è la più grande foresta pluviale del mondo.


Leggi anche: La Foresta Amazzonica

Geografia

Il Rio delle Amazzoni sorge nelle montagne delle Ande ad ovest del bacino con il suo principale affluente, il fiume Marañón in Perù. Di solito è considerato il secondo fiume più lungo del mondo. Tuttavia, un team di scienziati brasiliani ha sostenuto che il Rio delle Amazzoni è il fiume più lungo del mondo. Si estende per circa 6.400 km prima di sfociare nell'Oceano Atlantico. Il Rio delle Amazzoni e i suoi affluenti formano il più grande volume di acqua. Circa il 20% dell'acqua totale trasportato agli oceani dai fiumi è del Rio delle Amazzoni. Alcune delle foreste pluviali amazzoniche sono disboscate a causa del sempre maggiore numero di allevamenti di bestiame e di campi di soia.



Cartina del bacino amazzonico.
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La Foresta Pluviale

La foresta pluviale è una foresta caratterizzata da elevata piovosità, con precipitazioni annue tra i 250 e i 450 centimetri. Ci sono due tipi di foresta pluviale: la foresta tropicale e la foresta temperata. Il fronte intertropicale, in alternativa conosciuto come la zona di convergenza intertropicale, gioca un ruolo significativo nel creare le condizioni climatiche necessarie per le foreste pluviali tropicali della Terra.



Circa il 40% - 75% di tutte le specie biotiche sono native delle foreste pluviali. E' stato stimato che ci possono essere molti milioni di specie di piante, insetti e microrganismi ancora da scoprire nelle foreste pluviali tropicali. Le foreste pluviali tropicali sono chiamate i "gioielli della Terra" e la "più grande farmacia del mondo", perché più di un quarto delle medicine naturali sono state scoperte lì. Le foreste pluviali sono anche responsabili per il 28% dell'ossigeno nel mondo, elaborato attraverso la fotosintesi da anidride carbonica e il consumo attraverso la respirazione.

Il sottobosco in alcune aree della foresta pluviale può essere limitato dalla scarsa penetrazione della luce solare a livello del suolo. Il termine "giungla" è talvolta attribuito alle foreste pluviali tropicali in generale.

Una foresta pluviale.
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La Caatinga Brasiliana

La caatinga è un tipo di vegetazione deserta, ed una ecoregione caratterizzata da questa vegetazione nella parte interna del nordest del Brasile. Il nome "caatinga" è una parola Tupi che significa "foresta bianca" o "vegetazione bianca" (Caa = foresta, vegetazione; tinga = bianco).


La caatinga è una foresta di spine a macchie, costituita principalmente da piccoli alberi spinosi che perdono le foglie stagionalmente. Cactus, piante a gambo spesso, piante spinose ed erbe aride ne fanno parte. Molte piante annuali crescono, fioriscono e muoiono durante la breve stagione delle piogge.

La caatinga ricade interamente all'interno della zona tropicale della terra ed è una delle 6 principali ecoregioni del Brasile, tra cui: bacino amazzonico, Pantanal, Cerrado, Caatinga, Foresta Atlantica e Pampas. Si estende su 850.000 km², quasi il 10% del territorio del Brasile. E' sede di 26 milioni di persone e più di 2.000 specie di piante vascolari, pesci, rettili, anfibi, uccelli e mammiferi.


Caatinga in Pernambuco, Brasile.
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